Beato
Kazimierz Wojciechowski sdb

(1904-1941)

Vita

Infanzia e giovinezza

Kazimierz Wojciechowski era figlio di Andrzej e Maria, nata Bosko; nacque il 16 agosto 1904 a Jasło. Il padre lavorava nelle ferrovie, mentre la madre si occupava della fattoria. All’età di cinque anni Kazimierz perse il padre. Da quel momento tutto il peso del sostentamento e dell’educazione dei tre figli piccoli ricadde sulla madre, donna pia e piena di dedizione.

Con l’aiuto di persone benevole, la madre riuscì a ottenere per il suo Kazimierz l’ammissione all’Istituto Salesiano Lubomirski di Cracovia. Egli aveva allora otto anni. Era un ragazzo molto vivace, allegro, sempre contento. Nel 1916 Kazimierz fu ammesso all’Istituto Don Bosco di Oświęcim. La vita salesiana, piena di gioia e movimento, corrispondeva al suo temperamento vivace. Amava i giochi e i divertimenti e vi partecipava volentieri e attivamente. Studiava bene e osservava con interesse la banda musicale.

Cammino salesiano

Dopo aver completato la quarta classe del ginnasio, presentò domanda di ammissione al noviziato a Klecza Dolna. Entrato nel noviziato nel 1920, si dedicò con serietà al lavoro di perfezionamento del proprio carattere, memore del desiderio della madre: che diventasse un buon e santo sacerdote salesiano. Il 2 ottobre 1921 emise i primi voti religiosi, concludendo il noviziato; i voti perpetui li pronunciò il 2 maggio 1928 a Oświęcim.

Da Klecza Dolna si recò allo Studentato Filosofico di Cracovia, detto “Łosiówka”, dove conseguì la maturità e completò gli studi con buoni risultati. Fu quindi inviato al tirocinio pedagogico, la cosiddetta “assistenza”, presso il Seminario Minore di Ląd sul fiume Warta. Vi insegnava matematica e assisteva i ragazzi, diventando l’anima delle ricreazioni e di ogni genere di attività sportive. Uno degli allievi ricordava: «Ricordo le passeggiate del mercoledì, quando tutti si divertivano: si giocava a calcio, ai carabinieri, alle corse di orientamento».

Insegnava inoltre canto e musica, portando anche in questo ambito molta creatività, entusiasmo e un metodo accessibile nell’insegnamento degli strumenti. Un membro dell’orchestra di Ląd ricordava: «Don Wojciechowski sapeva incoraggiarci a suonare, talvolta con l’aiuto di caramelle, talvolta mostrando un nuovo strumento acquistato per il nostro complesso. Spesso, quando mancava qualcuno di noi, prendeva lui stesso lo strumento ed eseguiva la parte mancante…». Organizzò anche un eccellente coro.

Negli anni 1924-1925 insegnò musica e matematica a Ląd. In seguito lavorò come insegnante di musica e canto negli istituti salesiani di Antoniewo, Varsavia, Aleksandrów Kujawski e Oświęcim. Sapeva creare un’atmosfera serena, propria delle case salesiane, grazie al suo amore per la musica, lo sport e alla sua vivacità nei rapporti con i giovani, sebbene il suo temperamento energico e impetuoso rendesse talvolta ciò non facile.

Nel 1930 giunse a Cracovia per gli studi teologici. Anche lì formò, insieme ai compagni, un coro che animava diverse celebrazioni.

Operò inoltre nell’Oratorio presso la parrocchia di san Stanislao Kostka. Il club sportivo da lui organizzato, coinvolgendo i giovani dell’oratorio, divenne uno dei più dinamici di Cracovia. Il 19 maggio 1935 ricevette l’ordinazione sacerdotale a Cracovia dalle mani del vescovo Stanisław Rospond, grande amico delle opere di don Bosco in Polonia.

Dopo i gioiosi giorni della prima Messa, fu inviato come insegnante al Seminario Minore di Daszawa. Dopo un anno tornò a Cracovia come docente di religione nelle scuole elementari di Dębniki, nonché come direttore dell’Oratorio e delle Associazioni Cattoliche della Gioventù. Le autorità scolastiche descrivevano così il suo lavoro: «Don Wojciechowski tiene le lezioni di religione nella nostra scuola. Sa interessare e vivacizzare gli alunni. Ovunque suscita sincera gioia… Si occupa dei giovani anche fuori dalla scuola… È amato da loro e gode della loro fiducia».

Durante le operazioni militari del settembre 1939 rimase a Cracovia, prestando aiuto ai profughi.

Quando, nel novembre dello stesso anno, le autorità tedesche del cosiddetto Governatorato Generale riaprirono le scuole elementari, anche don Kazimierz tornò al suo amato lavoro scolastico.

L’arresto

Nel maggio del 1941 giunse il momento decisivo. Alla vigilia della solennità di Maria Ausiliatrice, il 23 maggio nelle ore serali, fu arrestato dalla Gestapo insieme ad altri confratelli e rinchiuso nel carcere di Montelupich a Cracovia. Come motivo dell’arresto, l’ufficiale incaricato dell’operazione indicò il suo impegno nel mantenere lo spirito di identità polacca tra i giovani. Dopo un mese di detenzione nel carcere di Cracovia, il 26 giugno dello stesso anno fu trasferito, insieme ad altri, nel campo di concentramento di Auschwitz.

Martirio e morte

Il giorno 27 giugno 1941 si rivelò tragico per i salesiani di Cracovia. Nella compagnia penale lavoravano dodici di loro, tra i quali anche don Kazimierz Wojciechowski che, a causa della sua robusta costituzione fisica, attirò l’attenzione dei suoi aguzzini. Fu sottoposto a crudeli sevizie: veniva picchiato e preso a calci. Con un colpo del manico di una pala, il kapo di guardia gli fece saltare i denti, mentre con la frusta gli lacerò la pelle del capo. Con le poche forze rimaste cercava di continuare a lavorare, continuamente incalzato.

In quel giorno erano già stati assassinati e portati al crematorio due salesiani, Jan Świerc e Ignacy Dobiasz. Nel pomeriggio giunse il turno di altre vittime. Dopo il pasto, che nessuno dei prigionieri della compagnia penale riuscì a inghiottire, ricominciò la stessa estenuante fatica, accompagnata da continue vessazioni. Dopo un certo tempo, don Kazimierz, ormai allo stremo, si rivolse al capoblocco chiedendo un lavoro più leggero. «Certo, lo avrai subito, ma prima porta questa carriola fino alla fossa, di corsa!» — e lo colpì più volte alla schiena con un bastone, gridando: «E tu, fannullone, imbroglione, non hai voglia di lavorare?». Quindi spinse il sacerdote, ormai vicino, dentro la profonda fossa insieme alla carriola. Poco dopo si udirono le risate e il compiacimento del milite dell’SS alla vista dello sventurato che tentava di uscirne.

All’improvviso giunse l’ordine: «Sdraiati accanto a quell’altro fannullone!». Don Wojciechowski rivolse lo sguardo nella direzione indicata e vide don Franciszek Harazim, disteso supino, sul quale da tempo infieriva un kapo sanguinario.

Si avvicinava l’ora delle 14.00. La giornata era torrida; la febbre e la sete tormentavano i poveri prigionieri. Infine il kapo e il capoblocco gettarono una pesante trave e la posarono sul collo dei sacerdoti agonizzanti, schernendoli: «Sì, sapete bene ingannare la gente… ma lavorare non volete. Dite che esiste Dio: mostratemelo, voglio vederlo!… Dio sono io! Ora io sono il padrone della vostra vita!». Per qualche tempo continuò questo scherno crudele nei confronti delle infelici vittime. Poi il kapo e il capoblocco salirono sulla trave posta sui loro colli e, con il loro peso, portarono a compimento l’opera sanguinosa. Brevi rantoli, schiuma alla bocca, il volto congestionato, convulsioni mortali… alcune parole incomprensibili — e i due martiri, i sacerdoti Wojciechowski e Harazim, conclusero il loro cammino terreno, ponendo fine alla loro agonia nel campo. I loro corpi furono caricati su carriole e trasportati al cumulo dei cadaveri presso il crematorio.

Don Kazimierz Wojciechowski fu assassinato il 27 giugno 1941 nel famigerato ghiaietto, all’età di 37 anni, dopo 20 anni di voti religiosi e 6 di sacerdozio. Portava il numero di matricola del campo 17342.

Processo di beatificazione

Don Kazimierz Wojciechowski è uno dei 122 Servi di Dio per i quali, il 17 settembre 2003, è stato avviato il secondo processo di beatificazione del secondo gruppo dei martiri polacchi della Seconda guerra mondiale. Il 24 maggio 2011, a Pelplin, si è conclusa la fase diocesana e tutta la documentazione è stata trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi a Roma.

La Positio è stata consegnata il 21 luglio 2022 e il relatore è stato padre Szczepan Tadeusz Praśkiewicz OCD. Il postulatore della causa è don Pierluigi Cameroni, postulatore generale per le cause di canonizzazione della Famiglia Salesiana, che collabora con la dott.ssa Mariafrancesca Oggianu.

Martedì 28 marzo 2023, i consultori storici del Dicastero delle Cause dei Santi hanno espresso parere positivo sulla Positio suppletiva super martyrio di don Kazimierz Wojciechowski e dei suoi otto compagni, sacerdoti della Società di San Francesco di Sales, uccisi in odium fidei nei campi di sterminio tedeschi negli anni 1941–1942.

Il 24 ottobre 2025, Papa Leone XIV ordinò la pubblicazione del Decreto sul martirio e la sua inclusione negli atti della Congregazione per le Cause dei Santi.

Il 1° maggio 2026, Papa Leone XIV firmò una Lettera Apostolica affinché i Servi di Dio potessero essere chiamati Beati e stabilì il 23 maggio come giorno della loro commemorazione liturgica. Il 6 giugno 2026, a Cracovia, nel santuario di San Giovanni Paolo II, si tenne la cerimonia di beatificazione.

Preghiera

Signore Gesù Cristo, vincitore della morte, dell’inferno e di Satana, Ti ringraziamo per il dono dell’amore e del coraggio che hanno brillato nei Tuoi servi don Kazimierz Wojciechowski e i suoi Compagni, fedeli alla loro vocazione nelle persecuzioni e nel martirio.

Ti supplichiamo umilmente di glorificare questi Tuoi testimoni eroici e di concederci la grazia ………………………..………… per la loro intercessione.

Con fiducia Ti preghiamo, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Dio, Padre misericordioso,
Ti ringraziamo per la testimonianza di fede e di fedeltà
dei Tuoi servi don Kazimierz Wojciechowski e dei suoi Compagni, salesiani, educatori e martiri,
che nell’ora della prova hanno donato la vita per Cristo e per i fratelli.

Per loro intercessione rafforzaci nella fede,
donaci coraggio nelle scelte quotidiane del bene
e insegnaci l’amore che vince la paura e la morte.
Fa’ che il loro esempio ci guidi ogni giorno sulla via del Vangelo
verso la pienezza della vita in Te.

Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Varie

Fu insegnante di musica e matematica, unendo in sé precisione e sensibilità artistica.

Amava lo sport e i giovani, grazie a ciò fu uno dei salesiani più stimati e amati del suo tempo.

Quando venne a sapere del rastrellamento delle SS, volle offrirsi al posto del parroco Świerc, malato: si recò alla casa salesiana, rischiando consapevolmente la propria vita.

In Auschwitz, he drew the attention of the persecutors because of his physique and strength, which paradoxically contributed to his rapid death.

Morì soffocato dopo una lunga agonia, gettato in una fossa insieme ad altri sacerdoti — i testimoni sottolineano che mantenne la fede fino alla fine.

Multimedia

Le fotografie e i documenti possono essere utilizzati scaricandoli e indicando che sono di proprietà dell’Archivio dell’Ispettoria di Cracovia. Si prega di fare clic con il tasto destro del mouse e scaricare il file. In caso di difficoltà, si prega di inviare un messaggio all’indirizzo: sekretariat@sdb.krakow.pl

Ignacy Antonowicz →

Ignacy Dobiasz →

Karol Golda →

Franciszek Harazim →

Franciszek Miśka →

Ludwik Mroczek →

Włodzimierz Szembek →

Jan Świerc →

Kazimierz Wojciechowski →