Beato
Karol Golda sdb

(1914 – 1942)

Vita

Infanzia e giovinezza

Don Karol Golda nacque a Tychy, in Slesia, il 23 dicembre 1914, figlio di Ludwik e Anna, nata Świerczyk. I primi anni di scuola li trascorse nel suo paese natale, poi frequentò il ginnasio a Pszczyna. Fin dalla più tenera età si ricorda un’espressione caratteristica. Amava stare nei luoghi elevati. Alla domanda su cosa lo attirasse lì, rispondeva: “Devo tendere verso l’alto.” Si distingueva per una pietà edificante. Si accostava spesso alla Comunione e adorava con gioia il Santissimo Sacramento.

Un giorno incontrò alcuni allievi salesiani di Oświęcim. I loro racconti sulla vita comune in convitto e a scuola lo affascinarono. Aveva allora 13 anni. Decise di entrare a Oświęcim a qualsiasi costo. I responsabili del convitto inizialmente respinsero la sua richiesta. Egli si recò personalmente dal direttore e fu ammesso, ma a condizione. Questo gli bastò. I genitori cercavano di convincerlo che la vita in collegio (convitto e scuola) poteva non essere adatta a lui, troppo difficile. Gli prospettavano un futuro più comodo nel mondo. Tuttavia sentivano già che nell’anima e nel cuore del loro figlio era nato il desiderio di consacrarsi a Dio per tutta la vita. Allora il giovane Karol ripeteva le parole di san Stanislao Kostka: “Mi sembra di essere nato per cose più grandi.”

Da quel momento Dio lo guidò su una strada non sempre facile, ma sicura: la via della verità e della salvezza. Gli anni scolastici, fino alla sesta classe compresa, trascorsero per Karol nello studio diligente e in un continuo progresso morale. In questo periodo si distingueva per la coscienziosità nell’adempimento dei suoi doveri e per il rapporto cordiale con superiori e compagni. Era anche un buon sportivo, mostrando grande abilità, forza ed eleganza.

Cammino salesiano

A soli 16 anni, nel 1931, fu ammesso al noviziato della Congregazione Salesiana a Czerwińsk. Uno dei suoi compagni scrisse di lui: “Nonostante la sua giovanissima età, dimostrò di prendere molto seriamente la formazione del proprio spirito.”

Il 23 luglio 1932 emise i voti temporanei, concludendo il noviziato. Proseguì poi la formazione a Marszałki, dove completò le ultime due classi del ginnasio. Successivamente si dedicò con impegno allo studio della filosofia e delle materie scientifiche. Nei confronti dei compagni era straordinariamente disponibile: aiutava i più deboli non solo nello studio, ma anche nelle attività secondarie. Non sorprende quindi che ricevesse dai superiori un giudizio molto lusinghiero: “Il chierico Karol Golda si distingue per il buon spirito, è molto dotato, ama la matematica e la filosofia, ed è pronto per ogni lavoro.”

Questa valutazione gli aprì in seguito la possibilità di andare a Roma per studiare presso l’Università Gregoriana. Dopo la maturità fu inviato a svolgere la pratica educativa, la cosiddetta assistenza, a Daszawa, lavorando con i ragazzi. Fu lì che ebbe l’occasione di mostrare le sue capacità educative. Mise pienamente in pratica tutte le conoscenze pedagogiche acquisite. La sua passione per lo sport attirava attorno a lui decine di ragazzi: sapeva organizzarli, stimolare i più lenti e meno attivi. Era ovunque presente, vigilava su tutto: incoraggiava i più pigri, moderava i più impetuosi, e faceva tutto con tale bontà e giustizia che nessuno protestava o si offendeva, ma tutti accoglievano le sue osservazioni con benevolenza.

Data la sua straordinaria capacità, i superiori gli abbreviarono il tirocinio pedagogico e nel 1935 lo inviarono a Roma per gli studi teologici. Qui lo studio della teologia divenne la sua occupazione principale. Non disperdeva la mente in interessi secondari, il che gli permetteva di comprendere anche le questioni più complesse. Le sue materie preferite erano la dogmatica e la Sacra Scrittura.

Il 25 gennaio 1937 emise i voti perpetui a Roma e il 18 dicembre 1938 ricevette l’ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo Luigi Traglia nella basilica salesiana del Sacro Cuore a Roma. Il giorno seguente celebrò la sua prima Messa nelle Catacombe di San Callisto. Dopo aver conseguito la licenza in teologia, tornò in patria nel luglio 1939.

Lo scoppio della guerra lo sorprese a Poznań. Insieme ad altri si recò nella casa salesiana di Ląd. Durante le operazioni belliche mantenne una calma sorprendente, facendo del bene a tutti. In ottobre tornò a Poznań, dove aiutò nel lavoro pastorale presso la chiesa salesiana di via Wroniecka.

Desiderava proseguire gli studi biblici, ma non ottenne il permesso dalle autorità tedesche. I superiori lo nominarono allora consigliere (direttore degli studi) per un gruppo di teologi a Oświęcim. Don Karol prese e svolse questo compito con la serietà che gli era propria. Inoltre si dedicava con entusiasmo a ogni servizio sacerdotale. Per un certo periodo assistette anche la parrocchia di Mysłowice. Approfondiva sempre più la sua pietà e amava con tutto il cuore la vita religiosa comunitaria, nella quale trovava quel calore e quell’atmosfera familiare di cui ogni cuore umano ha bisogno.

L’arresto

Il 31 dicembre 1941 fu arrestato dalla Gestapo e rinchiuso nel vicino campo di sterminio di KL Auschwitz. Il motivo dell’arresto fu particolare. Don Karol trascorreva molto tempo nel confessionale, riconciliando le persone con Dio. Serviva tutti, senza escludere coloro che parlavano la lingua tedesca. Da qualche tempo, infatti, un soldato tedesco si confessava da lui con una certa frequenza. Era un cattolico sincero, arruolato nell’esercito tedesco. Tuttavia era noto che il regolamento militare ai tempi di Hitler proibiva ai soldati di accostarsi privatamente ai sacramenti. Inoltre ai sacerdoti polacchi era vietato amministrare i sacramenti ai tedeschi. Don Karol era consapevole delle spiacevoli conseguenze che ciò avrebbe potuto comportare. L’occhio vigile della Gestapo individuò presto la “colpa” del sacerdote polacco. Don Karol fu arrestato e condotto nel campo di concentramento, mentre il suo penitente venne inviato sul fronte orientale.

Martirio e morte

Don Karol attraversò cinque mesi di vero martirio, durante i quali non gli furono risparmiate torture né il bunker della fame. Persino tra gli stessi uomini delle SS del campo circolava l’opinione che don Golda fosse morto come vittima del segreto della confessione.

Uno dei suoi confratelli scrisse di lui: “Cadde sul posto del suo servizio sacerdotale. Un amore soprannaturale lo spinse ad assumerlo. Se tutta la sua vita fu un dominio della volontà sulle situazioni difficili e sui nervi, così lo compì in modo eroico nelle ultime esperienze del campo. Anche persone ostili a lui dovettero rendere omaggio alla sua santa e incrollabile volontà sacerdotale.”

Il 14 maggio 1942, nel campo di concentramento di Oświęcim, morì don Karol Golda, giovane salesiano di appena 28 anni. Una morte martiriale e spietata strappò alle file salesiane un sacerdote pieno di energia, un religioso esemplare e un educatore di grande talento.

Morì a 28 anni, nel 9º anno di professione religiosa e nel 3º anno di sacerdozio. Portava il numero di matricola del campo 18160.

Processo di beatificazione

Don Karol Golda è uno dei 122 Servi di Dio per i quali, il 17 settembre 2003, è stato avviato il secondo processo di beatificazione del secondo gruppo dei martiri polacchi della Seconda guerra mondiale. Il 24 maggio 2011, a Pelplin, si è conclusa la fase diocesana e tutta la documentazione è stata trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi a Roma.

La Positio è stata presentata il 21 luglio 2022, e il relatore è stato padre Szczepan Tadeusz Praśkiewicz OCD. Il postulatore della causa è don Pierluigi Cameroni, postulatore generale per le cause di canonizzazione della Famiglia Salesiana, che collabora con la dott.ssa Mariafrancesca Oggianu.

Martedì 28 marzo 2023, i consultori storici del Dicastero delle Cause dei Santi hanno espresso parere positivo sulla Positio suppletiva super martyrio di don Jan Świerc e di otto compagni, sacerdoti della Società di San Francesco di Sales, uccisi in odium fidei nei campi di sterminio tedeschi negli anni 1941-1942.

Il 24 ottobre 2025, Papa Leone XIV ordinò la pubblicazione del Decreto sul martirio e la sua inclusione negli atti della Congregazione per le Cause dei Santi.

Il 1° maggio 2026, Papa Leone XIV firmò una Lettera Apostolica affinché i Servi di Dio potessero essere chiamati Beati e stabilì il 23 maggio come giorno della loro commemorazione liturgica. Il 6 giugno 2026, a Cracovia, nel santuario di San Giovanni Paolo II, si tenne la cerimonia di beatificazione.

Preghiera

Signore Gesù Cristo, vincitore della morte, dell’inferno e di Satana, Ti ringraziamo per il dono dell’amore e del coraggio che hanno brillato nei Tuoi servi don Karol Golda e i suoi Compagni, fedeli alla loro vocazione nelle persecuzioni e nel martirio.

Ti supplichiamo umilmente di glorificare questi Tuoi testimoni eroici e di concederci la grazia ………………………..………… per loro intercessione.

Con fiducia Ti preghiamo, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Dio, Padre misericordioso,
Ti ringraziamo per la testimonianza di fede e di fedeltà
dei Tuoi servi don Karol Golda e dei suoi Compagni,
salesiani, educatori e martiri,
che nell’ora della prova hanno donato la vita per Cristo e per i fratelli.

Per loro intercessione rafforzaci nella fede,
donaci coraggio nelle scelte quotidiane del bene
e insegnaci l’amore che vince la paura e la morte.
Fa’ che il loro esempio ci guidi ogni giorno sulla via del Vangelo
verso la pienezza della vita in Te.

Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Varie

Aveva appena 27 anni quando fu ordinato sacerdote e, solo tre anni e mezzo dopo, diede la vita per la fede.

Conosceva quattro lingue straniere – tedesco, italiano, inglese e francese – il che lo rendeva uno dei giovani salesiani meglio istruiti.

Insegnava teologia e formava i chierici a Oświęcim, avendo un reale influsso sulle future generazioni di sacerdoti.

Fu arrestato perché non tradì il segreto della confessione – secondo i testimoni, fu proprio la fedeltà al sacramento a condurlo al martirio.

Nell’ultimo messaggio chiese solo una cosa: che i confratelli lo perdonassero, se mai avesse offeso qualcuno. Nessun rimpianto. Solo pace.

Multimedia

Le fotografie e i documenti possono essere utilizzati scaricandoli e indicando che sono di proprietà dell’Archivio dell’Ispettoria di Cracovia. Si prega di fare clic con il tasto destro del mouse e scaricare il file. In caso di difficoltà, si prega di inviare un messaggio all’indirizzo: sekretariat@sdb.krakow.pl

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