Beato
Franciszek Harazim sdb
(1885-1941)
Vita
“Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno” (1 Cor 9,22). Il Servo di Dio don Francesco, fin dall’inizio della sua vita, fu educato ai valori cristiani nella famiglia. Ogni giorno pregava in ginocchio con i genitori e così approfondiva la sua relazione con il Signore. La frequente partecipazione ai sacramenti era per lui una via sicura per l’incontro con Dio nell’eternità. La confessione fu proprio l’ultimo sacramento che ricevette in vita.
Infanzia e giovinezza
Francesco nacque il 22 agosto 1885 nella località di Osiny, in Slesia, figlio di Karol e Maria, nata Sojka. Formavano una tradizionale famiglia slesiana, nella quale si pregava e si lavorava insieme, curando la vita domestica comune. Il talentuoso Francesco, all’età di 16 anni, nel 1901 fu ammesso alla scuola salesiana di Oświęcim. Anche due suoi fratelli studiarono nella stessa scuola. Lì la sua vita spirituale si sviluppò in modo significativo. Era un uomo sensibile alla bellezza e dotato di talento. In occasione di varie cerimonie scolastiche scriveva discorsi celebrativi (panegirici), che venivano apprezzati sia dagli studenti sia dagli insegnanti.
Cammino salesiano
Dopo aver terminato gli studi scolastici entrò nel noviziato di Daszawa e il 27 gennaio 1907 emise i primi voti religiosi. Un anno di tirocinio educativo, la cosiddetta assistenza, lo trascorse a Oświęcim e il successivo a Torino, dove lavorò nella redazione del Bollettino Salesiano. Il 24 marzo 1910 emise i voti perpetui. Gli studi teologici li svolse a Foglizzo Canavese e, al termine, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 29 maggio 1915 a Ivrea dalle mani del vescovo Filipello. Come sacerdote tornò in Polonia e fu destinato all’Istituto Salesiano di Oświęcim, dove negli anni 1915–1916 lavorò come insegnante. Successivamente, tra il 1916 e il 1918, ricoprì l’incarico di direttore del ginnasio, e dal 1918 fu consigliere (responsabile degli studi) dello studentato filosofico a “Łosiówka” a Cracovia; nel 1920 ne divenne direttore.
Negli anni 1922–1927 fu direttore del ginnasio ad Aleksandrów Kujawski. Dopo 16 anni, nel 1927 tornò a Cracovia, dove svolse nuovamente le funzioni di consigliere, docente ed educatore nel seminario salesiano. Nel 1938 fu nominato professore nella casa di Cracovia-Łosiówka. Fu ricordato come un superiore equilibrato, delicato e umile. Non si poneva al di sopra degli altri. Dai confratelli era rispettato e stimato, dai giovani amato e ascoltato. La sua opinione era sempre presa sul serio. Fu una colonna spirituale della Congregazione Salesiana in Polonia. Il suo talento letterario si manifestò tra l’altro nei testi scritti per il Mistero della Passione del Signore, rappresentato per generazioni di salesiani, la cui musica fu composta da don Antoni Hlond (Chlondowski), salesiano. Don Francesco firmava le sue opere con lo pseudonimo Franciscus Silesius.
Martirio e morte
La Seconda guerra mondiale segnò l’inizio del suo cammino verso il martirio. Fu arrestato dalla Gestapo il 23 maggio 1941 e rinchiuso nel carcere di Montelupich a Cracovia. Insieme ad altri confratelli, il 26 giugno 1941 fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Lì, già il secondo giorno di permanenza, come membro di una compagnia di punizione, cadde nelle mani di un kapo senza scrupoli. I prigionieri trasportavano pietre verso una trincea. Don Francesco fu gettato dentro insieme alla carriola carica. Rimasto nel fosso con le braccia e le gambe fratturate, fu picchiato dal kapo con un pesante bastone. Il carnefice permise soltanto che fosse chiamato un altro prigioniero, il salesiano don Józef Wybraniec, affinché confessasse il morente don Francesco. Ridotto quasi a morte, don Francesco spirava ascoltando gli insulti blasfemi del kapo spietato. Prima della morte ricevette l’assoluzione dal confratello, nel luogo in cui ad altri sembrava che Dio non esistesse. Per tutta la vita si era accostato fedelmente ai sacramenti. Nell’ultima ora della sua vita ricevette anche la grazia della confessione. Fu ucciso insieme a don Kazimierz Wojciechowski, quando entrambi furono soffocati da una trave appoggiata alla gola. Il suo corpo fu cremato in uno dei crematori. Il suo amore per i fratelli resistette fino alla morte.
Don Harazim morì il 27 giugno 1941, all’età di 56 anni, nel 34º anno di professione religiosa e dopo 26 anni di sacerdozio. Il suo numero di matricola del campo era 17 375.
Processo di beatificazione
Don Francesco Harazim è uno dei 122 Servi di Dio per i quali, il 17 settembre 2003, è stato avviato il secondo processo di beatificazione del secondo gruppo dei martiri polacchi della Seconda guerra mondiale. Il 24 maggio 2011, a Pelplin, si è conclusa la fase diocesana e tutta la documentazione è stata trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi a Roma.
La Positio è stata consegnata il 21 luglio 2022 e il relatore è stato padre Szczepan Tadeusz Praśkiewicz OCD. Il postulatore della causa è don Pierluigi Cameroni, postulatore generale per le cause di canonizzazione della Famiglia Salesiana, che collabora con la dott.ssa Mariafrancesca Oggianu.
Martedì 28 marzo 2023, i consultori storici del Dicastero delle Cause dei Santi hanno espresso parere positivo sulla Positio suppletiva super martyrio di don Jan Świerc e dei suoi otto compagni, sacerdoti della Società di San Francesco di Sales, uccisi in odium fidei nei campi di sterminio tedeschi negli anni 1941–1942.
Il 24 ottobre 2025, Papa Leone XIV ordinò la pubblicazione del Decreto sul martirio e la sua inclusione negli atti della Congregazione per le Cause dei Santi.
Il 1° maggio 2026, Papa Leone XIV firmò una Lettera Apostolica affinché i Servi di Dio potessero essere chiamati Beati e stabilì il 23 maggio come giorno della loro commemorazione liturgica. Il 6 giugno 2026, a Cracovia, nel santuario di San Giovanni Paolo II, si tenne la cerimonia di beatificazione.
Preghiera
Signore Gesù Cristo, vincitore della morte, dell’inferno e di Satana, Ti ringraziamo per il dono dell’amore e del coraggio che hanno brillato nei Tuoi servi don Franciszek Harazim, don Karol Golda e i loro Compagni, fedeli alla loro vocazione nelle persecuzioni e nel martirio.
Ti supplichiamo umilmente di glorificare questi Tuoi testimoni eroici e di concederci la grazia ………………………..………… per la loro intercessione.
Con fiducia Ti preghiamo, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Dio, Padre misericordioso,
Ti ringraziamo per la testimonianza di fede e di fedeltà
dei Tuoi servi don Franciszek Harazim e dei suoi Compagni,
salesiani, educatori e martiri,
che nell’ora della prova hanno donato la vita per Cristo e per i fratelli.
Per loro intercessione rafforzaci nella fede,
donaci coraggio nelle scelte quotidiane del bene
e insegnaci l’amore che vince la paura e la morte.
Fa’ che il loro esempio ci guidi ogni giorno sulla via del Vangelo
verso la pienezza della vita in Te.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Varie
Fu uno dei più importanti salesiani in Polonia – veniva chiamato “il sostegno spirituale della Congregazione”.
Fu professore e direttore di ginnasio, formando intere generazioni di giovani e di chierici.
Conosceva la lingua tedesca, grazie alla quale, durante un’irruzione della Gestapo, cercò di negoziare per proteggere i confratelli.
Anche ad Auschwitz mantenne calma e dignità, cosa che irritava i carnefici ma suscitava l’ammirazione dei compagni di prigionia.
Morì come sacerdote fino alla fine – legato, gettato in una fossa, ricevette l’assoluzione in articulo mortis e offrì la sua vita in fedeltà a Cristo.
Certificati
Multimedia
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Franciszek Miśka →
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Włodzimierz Szembek →
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Kazimierz Wojciechowski →



























